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Addio passaporti per imbarco ad Amsterdam

Lo scalo ha lanciato con Klm un esperimento destinato a diventare la regola: al gate senza documenti o carta d’imbarco, basta il riconoscimento facciale per il “biometric boarding”. 

 

Una cosa è certa. Intorno all’esperienza dell’imbarco in aereo ruotano tante di quelle novità che nel giro di qualche anno non sarà davvero più la stessa. Destinata a cambiare in modo avveniristico. Come dimostra un nuovo progetto pilota lanciato da Klm, l’ex compagnia di bandiera olandese nata dalla fusione del 2004 con Air France nel suo hub di Schiphol, ad Amsterdam, nel giro di qualche anno potremo saltare sul velivolo senza neanche prenderci il disturbo di togliere le mani dalle tasche. Grazie, cioè, al riconoscimento facciale.
Questo percorso di imbarco biometrico, come è stato ribattezzato, promette di cambiare notevolmente le carte in tavola sotto diversi punti di vista. La rapidità dell’imbarco – elemento chiave nel rispetto degli orari delle compagnie – l’esperienza dei viaggiatori, il minore passaggio di carte, documenti, dispositivi che al momento devono essere maneggiati da steward e hostess di terra al momento dei controlli. Senza contare il più elevato livello di sicurezza: ora, specialmente quando il volo è pieno e il ritardo importante, il documento d’identità o il passaporto spesso non viene neanche controllato. Con l’imbarco biometrico sarà memorizzato nel database della compagnia che così potrà riutilizzarlo per tutti i voli futuri con lo stesso vettore.

Il progetto pilota durerà almeno tre mesi e ad esso sarà riservato uno speciale gate d’imbarco dell’aeroporto olandese: si tratta dell’F6. Ovviamente i passeggeri che faranno da “cavie” dovranno in qualche modo registrarsi preventivamente. La compagnia metterà a disposizione uno speciale chiosco dove il personale aiuterà i passeggeri nella procedura di analisi del volto, di scansione del passaporto e della carta d’imbarco. Ma il piano per il futuro è evidentemente più raffinato: a parte questo test trimestrale nel corso del quale saranno misurati benefici e miglioramenti, a regime l’imbarco biometrico dovrebbe procedere diversamente. Dopo la prima scansione del volto non dovrebbe infatti essere più necessario ripeterla – se non per scadenza del passaporto – e a ogni volo (e ogni faccia) sarà associata una specifica carta d’imbarco. Pure quella ormai inutile sia in formato cartaceo che digitale (su smartphone o addirittura smartwatch).

Schiphol è da sempre uno scalo al vertice per quanto riguarda l’innovazione. Già da tempo, per esempio, si aggira per i suoi gate Spencer, un robot che aiuta i passeggeri a non perdersi e a individuare i servizi di cui hanno bisogno. Con gli imbarchi biometrici lo scalo – colosso da 60 milioni di transiti annuali - punta ad approfondire questa leadership entro un paio di anni. E a diventare l’aeroporto “più veloce” del mondo costruendo una serie di alternative – per esempio consentendo ai passeggeri di lasciare liquidi e dispositivi elettronici in borsa ai controlli di sicurezza – per snellire ogni passaggio delle procedure.

Tratto da La Repubblica


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